Il documento di informazioni aggregate sul Questionario AML 2024, pubblicato dalla Banca d’Italia il 2 gennaio 2025, raccoglie e analizza i dati forniti dagli intermediari vigilati attraverso la compilazione del questionario antiriciclaggio relativo all’anno 2023. L’obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare le metodologie di analisi del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo; dall’altro, offrire agli stessi intermediari uno strumento utile per valutare la propria esposizione ai rischi AML/CFT.
Gli intermediari sono stati suddivisi in otto categorie: banche tradizionali, banche corporate e private, finanziarie ex art. 106 TUB, fiduciarie, istituti di pagamento specializzati nella rimessa di denaro, altri IP e IMEL, SGR e SIM. In totale, sono stati raccolti 1.162 questionari. Le informazioni aggregate riguardano diverse aree tematiche, tra cui le caratteristiche della clientela, i canali distributivi, l’organizzazione della funzione AML, le risorse impiegate e la formazione del personale.
Per quanto riguarda la clientela, il documento evidenzia la percentuale di clienti non persone fisiche, PEP, soggetti ad adeguata verifica rafforzata, residenti all’estero e occasionali. Sul fronte dei canali distributivi, si analizza la quota di nuovi clienti identificati a distanza e quelli acquisiti tramite terzi, distinguendo tra diverse modalità di onboarding.
L’organizzazione della funzione AML viene esaminata in termini di collocazione interna, accorpamento con altre funzioni di controllo e grado di esternalizzazione. Le disposizioni aggiornate del 2023 consentono l’esternalizzazione totale solo all’interno del gruppo, mentre per soggetti terzi è ammessa solo quella parziale, con obbligo di nomina di un responsabile AML interno.
Il documento fornisce anche dati sulle risorse impiegate nella valutazione delle operazioni sospette e sulla formazione ricevuta dal personale AML/CFT. Infine, vengono analizzate le caratteristiche dei responsabili AML e SOS, come esperienza e permanenza nel ruolo.
Queste informazioni aggregate permettono alla Banca d’Italia di calibrare le attività di vigilanza secondo un approccio proporzionale e offrono agli intermediari un benchmark utile per rafforzare i propri presidi antiriciclaggio. Se vuoi, posso aiutarti a trasformare questo testo in una nota informativa per lo studio o in una sintesi operativa. Fammi sapere come ti serve.



