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Responsabilità delle società (l. 231/2001): Predisporre e aggiornare i modelli 231 ora non è più rinviabile

di Nicola LORENZINI

La normativa penale tributaria è oramai tutt’uno con quella della responsabilità da reato degli Enti; i reati previsti e puniti dal D.Lgs 74/2000, hanno assunto infatti un ruolo preponderante nella previsione e costruzione di modelli organizzativi ex lege 231/01; la loro intrinseca previsione costituisce un rischio reale e talmente insidioso tale da accendere tutti gli alert dei professionisti risk manager, che ognuno per la propria competenza, hanno consigliato di rendere sicuramente improcrastinabile l’aggiornamento dei modelli 231 per il nuovo anno.

Il D.Lgs 75/2020, entrato in vigore il 30 luglio scorso a recepimento della direttiva PIF (Ue 2017/1371), «relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale», ha reso non più rinviabile l’ampliamento della responsabilità ex D.Lgs 231/2001 all’ambito penale-tributario.

Le novità legislative che hanno investito il sistema penale-tributario, introdotte prima dalla Legge n. 157/2019 e poi dal D.Lgs n. 75/2020, non sono passate inosservate agli operatori, allarmati dalle concrete ripercussioni che le stesse possono avere in termini di garanzie difensive.

reati tributari, tranne quelli meno gravi, che sono qualificati dall’assenza di inganni e dal «mero» inadempimento dell’obbligazione tributaria sono quindi il presupposto alla responsabilità degli Enti.

L’avvio della inedita confisca “per sproporzione”, unitamente all’estensione dei reati presupposto idonei a fondare la responsabilità ex D.Lgs n. 231/2001, non sono sicuramente passati inosservati.

L’intollerabile dimensione dell’evasione fiscale ha spinto un intervento del legislatore, le cui scelte – al di là dei momenti che viviamo – appaiono obbligate e sono sicuramente da accogliere con favore, in quanto si è consapevoli della grandissima forza “inquinatrice” delle frodi fiscali e degli strumenti che occorrono agli operatori per fronteggiare realmente tali fenomeni che sono sempre più dilaganti.

Il legislatore è intervenuto nel D.Lgs n. 74/2000, inserendo l’art. 12-ter (rubricato casi particolari di confisca) disciplinante la c.d. “confisca per sproporzione”, con conseguente possibilità di sequestro funzionale alla medesima.

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